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Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’

Fonte: Wired.it

5- Berlusconi Nobel per la Pace. Sul serio?

Quando nel settembre 2009 è apparso su youtube il videoclip ” La Pace può” in molti hanno pensato a uno scherzo. Ma è bastato notare che le votazioni erano state disattivate e che a fronte di 30.000 visualizzazioni i commenti erano solo 5 (e tutti positivi), per capire che quelli del comitato per il Nobel a Silvio Berlusconi facevano sul serio. Per peggiorare il tutto, il video è subito stato clonato e lasciato in balia del popolo della rete. Che ha risposto con migliaia di commenti (irriferibili).

4- Mastella e la guerra dei cloni:

Nel settembre del 2007 Mastella (allora Ministro della Giustizia) apre il suo blog personale, aggiunge messaggi con regolarità ma fa un imperdonabile errore: decide di mettere un filtro a maglie strettissime ai commenti. Ne riceve a centinaia, li legge in anteprima e ne pubblica pochissimi. La risposta della rete è immediata. In pochi giorni fioccano cloni del blog (es: http://clementepastella.blogspot.com/). Stessa grafica, stessa impaginazione, anche i post sono gli stessi pubblicati dal politico. La differenza? I commenti sono liberi. Il risultato? Nel giro di una settimana i blog clonati sono più frequentati dell’originale. Il blog chiuderà i battenti dopo pochi mesi…

3- Su facebook puoi sostenere Berlusconi, senza saperlo:

Sei giorni dopo il lancio della statuetta in piazza Duomo, alcuni utenti facebook si sono svegliati scoprendo di essere tra i membri di gruppi come “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”, pur non essendosi mai iscritti al gruppo. Svelato il mistero, gli utenti si erano iscritti a gruppi di aste al ribasso e made in Italy, i cui nomi sono stati poi cambiati dagli amministratori. Una mossa che il popolo della Rete non ha digerito.

2-L’irreprensibile inglese di Francesco Rutelli:

Provate a scrivere “Rutelli” nel motore di ricerca di youtube. Il primo video che comparirà è quello con cui l’allora (2007) ministro dei Beni e delle Attività Culturali aveva deciso di salutare i visitatori del sito Italia.it. A causa della pessima pronuncia inglese e delle banalità snocciolate dall’ex Sindaco di Roma, questo clip è tutt’oggi uno dei più esilaranti a circolare in rete.

1- Letizia Moratti e il caso Sucate

Durante la campagna elettorale 2011 lo staff  Twitter della Moratti era impegnatissimo a rispondere alle questioni sollevate dagli elettori Milanesi: le risposte erano però generiche ed elusive. Così un utente diffidente che voleva sottolineare l’automatismo delle risposte si è finto interessato ai problemi dell’immaginario quartiere di “Sucate” e di una “moschea abusiva” in “via Giandomenico Puppa”. Il povero addetto all’account di Twitter del sindaco non si è fatto sfiorare del dubbio e ha tempestivamente risposto. Il risultato è stato ovviamente lo scatenamento di una serie di sghignazzi online, e la nascita di una nuova competizione creativa intorno ai problemi del quartiere di Sucate.

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Fonte: Time Magazine (Riarrangiata e ridotta da Corvo Rosso)

5) Bunga Bunga

I festini del nostro amato premier hanno fatto il giro del mondo, e non poteva essere altrimenti. Come resistere ad uno scandalo, con protagonisti del mondo “Politico”, per di più con un nome tanto buffo e curioso? L’origine del termine è a tutt’oggi avvolta nel mistero: c’è forse lo zampino di Gheddafi? E’ una parafrasi della hit di Shakira (“Waka Waka”, per chi si fosse assentato dalla terra negli ultimi 12 mesi)? E’ una citazione da una delle tante battute del premier?

4) Mama Grizzlies

Mrs. Sarah Palin non ha corso per le elezioni in Alaska del 2010, ma si è fatta comunque notare; le Mama Grizzlies (Mamme orso, per chi non masticasse l’Inglese..) altro non sono che donne conservatrici piuttosto aggressive, pronte a tutto per difendere la propria idea politica. Il termine fu coniato per identificare la Palin stessa, considerata un brillante incrocio fra la fisicità umana e il docile caratterino dei Grizzlies, venendo poi trasposto su tutte le candidate appoggiate dalla Sarah nazionale alle elezioni di MidTerm.

3) Austerity

Dopo il drammatico periodo storico vissuto dall’Italia a cavallo fra il 1973 e il 1974 a causa dello choc petrolifero e il conseguente risparmio obbligato dell’energia imposto dal governo, torna la parola che ha fatto tremare una generazione. Poco da commentare, la crisi si fa globale: Grecia, Portogallo e Irlanda sull’orlo del baratro, rivolte in Francia, Belgio ed Inghilterra, centinaia di persone in piazza a manifestare, e i governi che predicano Austerità….

2) Eyjafjallajokull

La dimostrazione di quanto una parola non abbia bisogno della semplicità per diventare famosa, questa è la storia curiosa di un  impronunciabile vulcano Islandese. In quel della primavera 2010 il nostro eroe decide di eruttare dopo la bellezza di 187 anni, causando l’immediata evacuazione di 600 persone, oltre che la paralisi totale del traffico aereo Europeo per diversi giorni (Ripetendosi nel giro di qualche settimana).  Il suo nome significa testualmente “Ghiacciaio dei monti delle isole”.

1) Vuvuzela

Insieme al Polpo Paul sono state (Purtroppo) il simbolo del mondiale di calcio Sudafricano, oggetto demoniaco di plasticaccia zozza che non faceva altro che ronzare nelle orecchie dei poveri spettatori di mezzo mondo.

Non fatevi abbindolare, se dovessero cercare di appiopparvi una Lepatata, sempre di vuvuzela si tratta, ma in lingua Tswana..

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Altro che misteri, ci sono cose che nessuno vi dirà mai, se non i vati della controindicazione, in pasto per voi 5 notizie sconvolgenti, e straordinariamente vere.

5) La carte “Yu-Gi-Oh!” Rovinano l’anima

Fonte NWO.it

https://i1.wp.com/recensioni-videogiochi.dvd.it/images/news/yu-gi-oh-mondiale-finalisti-m.JPGLa “sentenza” arriva a freddo, inaspettata senza giri di parole. E soprattutto da voce autorevole: “Mi sento di dire ai genitori, che non comprino carte dello Yu Gi Oh! ai loro figli. Si tratta di un concentrato di satanismo e esoterismo che è dannoso alla psiche. E’ un gioco che  maschera pratiche di occultismo. Comprate di tutto, tranne quelle cose….”  E’ il questore Benedetto Pansini che parla. Per la seconda volta nel giro di pochi giorni così, il Questore, che aveva già affrontato la piaga del bullismo nelle scuole con un decalogo molto articolato, affronta un fenomeno che ha a che fare con i giovanissimi (e quindi i genitori), i loro passatempi e la loro psiche. Stavolta chiamando in causa un gioco che è popolarissimo tra i bambini. Quelle carte Yu Gi Ho! vengono infatti scambiate, comprate nelle bustine o giocate a velocità impressionante anche nelle scuole, e soprattutto costituiscono un vero e proprio passatempo che manda in delirio migliaia di bambini.

Yu-Gi-Oh! si legge su Wikipedia, l’enciclopedia on line, è un manga giapponese. La parola “Yu-Gi-Oh!” proviene da Yuugi ou, che in giapponese significa “re dei giochi”. La prima pubblicazione del manga de Yu-Gi-Oh! risale al 1996. Si tratta comunque di una sorta di gioco di ruolo, che impegna molto i giocatori. E le carte raffigurano spesso mostri, fantasmi, bimbi terrorizzati.

Ieri, quando il Questore ha lanciato questa sorta di anatema contro quelle carte, qualcuno tra i giornalisti gli ha chiesto di descrivere meglio i motivi per i quali quelle carte risultavano per lui praticamente figlie del diavolo. Ma il questore non si è dilungato in spiegazioni, tra l’altro impegnato in Prefettura con il Comitato di sicurezza contro le stragi del sabato sera. Ha semplicemente detto: “Mi espongo esplicitamente contro queste carte, che fanno del male alle nostre anime. Scrivetelo”. E ha chiuso l’argomento. Si tratta ora di vedere che tipo di reazioni avranno le parole del questore sulle       abitudini e le scelte sia dei bambini che dei genitori. Il gioco (che prevede anche dei veri e propri duelli, con tanto di regole) e lo scambio di figurine probabilmente continuerà a spopolare. Casomai…, il questore Pansini potrà sempre dire: “Io ve l’avevo detto” .

4) Videogiochi per conquistare il mondo

https://i0.wp.com/www.gamesnation.it/Immagini/Giochi/2008/heavy-rain-the-origami-killer/000147_game_big.jpgE’ da chiedersi: chi promuove i videogiochi “Killer” ed a quale scopo? Inizialmente furono sviluppati dal Pentagono come “War games”, giochi di guerra, per insegnare a superare la soglia di inibizione naturale ad uccidere un altro essere umano. Non è possibile pensare che lanciare sul mercato videogiochi che inneggiano alla violenza, all’omicidio, soprattutto di stranieri, non persegua un disegno preciso. Secondo l’economista e leader democratico americano Lyndon LaRouche, “L’intento è quello di privare intere nazioni della capacità di distinguere tra realtà e fantasia, tra bene e male. L’intento è quello di ridurre la popolazione mondiale, scatenando istinti omidici e suicidi, a meno di un miliardo di abitanti, dagli attuali 6,5 miliardi. E intendono farlo rapidamente. Ecco il perché di questa operazione, che diffonde i videogiochi per addestrare i giovani a uccidere e suicidarsi. Col dilagare dei ‘killer games’ sui computer, in Europa come negli Stati Uniti, assisteremo ad un fenomeno come quello dei terroristi suicidi in Medio Oriente”.

Gli interessi finanziari che stanno dietro alla Silicon Valley o alla Microsoft ritengono, riducendo la popolazione mondiale, di potersi salvare dall’esplosione della bolla speculativa a cui stiamo assistendo da alcuni mesi, con la crisi del mutui subprime, e degli hedge funds che li hanno promossi. “Mors tua vita mea”, sembra essere il loro motto, che si rifà alla concezione malthusiana secondo cui sopravvivranno solo i più forti. E tra questi non ci sono certo i giovani, vittime della controcultura del “sesso, droga e rock and roll”, creata anch’essa in modo sintetico negli anni Sessanta da Timothy Leary in California e dagli altri guru della droga libera, oggi sono facile preda di siti e videogiochi che inneggiano all’odio razziale, al satanismo, all’omicidio ed al suicidio. “Credeteci o no”, afferma l’avvocato Jack Thompson “è formalmente attiva una collaborazione tra il Pentagono e l’industria dei videogiochi, presso l’Istituto per le Tecnologie Creative che ha sede nel campus dell’Università della California Meridionale.” Thompson ha vinto numerosi processi nei tribunali statali sulla vendita di videogiochi violenti, contro l’Entertainment Software Association, che rappresenta l’industria dei videogiochi. Successivamente, in appello, il tribunale federale ha ribaltato i verdetti. .

3) La vera storia della morte di Rino Gaetano

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com

https://i0.wp.com/www.fullsong.it/uploads/News/rino%20gaetano.jpgRino Gaetano era una persona che, come altri prima di lui, si era ribellata al sistema in modo vistoso. Non poteva denunciarlo direttamente, perché non gli avrebbe dato voce nessuno, allora lasciò una serie di tracce nelle sue canzoni, che sarebbero state raccolte dalle generazioni successive. Rino ci parla della Rosa Rossa, dei crimini commessi dai potenti, dei meccanismi segreti di questa associazione e dei loro metodi.

Un personaggio come Rino non poteva vivere a lungo, e perse infatti la vita il 2 giugno del 1981 in un incidente d’auto. Poco tempo prima, aveva avuto un incidente analogo, ma si era salvato. Aveva ricomprato un’ auto identica ed ebbe un incidente dello stesso tipo; morì non tanto per l’incidente in sé, quanto per il ritardo con cui fu curato perché negli ospedali della zona nessuno volle accoglierlo. Ben 5 ospedali si rifiutarono di curarlo, così come lui aveva scritto in una sua canzone, La ballata di Renzo, un brano inedito, di cui peraltro si scoprì l’esistenza solo qualche anno fa. Dunque, all’epoca, solo gli “addetti ai lavori” (i produttori e le persone che lavoravano insieme al cantante) erano a conoscenza del pezzo. E solo chi conosceva la canzone poteva fare in modo che si realizzasse nella pratica, e in modo così dettagliato. Quando qualche anno fa uscì la notizia della scoperta del brano inedito, i media si affrettarono subito a definirla una “profezia”. I giornali scrissero che ne La ballata di Renzo “Rino aveva previsto e messo in musica, dieci anni prima, la propria morte”. Ma sarebbe invece più opportuno affermare il contrario: la morte del cantautore è avvenuta esattamente come nella sua canzone non perché quel brano fosse una profezia, ma perché qualcuno l’ha usata per applicare la regola del contrappasso.

C’è un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: Rosita, Cogli la mia Rosa d’amore, e Al compleanno della zia Rosina. Una trilogia non casuale. In Rosita ci dice che la Rosa Rossa, quanto te la presentano, sembra bellissima… onori, gloria, soldi, potere… poi però un giorno scopri la verità. E allora la tua vita cambia completamente perchè sei in trappola.

Ieri ho incontrato Rosita, perciò questa vita valore non ha,

Come era bella rosita di bianco vestita più bella che mai.

Nella canzone “Al compleanno della zia Rosina” ci spiega che nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, Santa Rita è in realtà la Rosa Rossa; e ci spiega che un giorno capiranno che sta svelando questi messaggi, e quindi lo uccideranno.

La vita la vita, e Rita s’è sposata, al compleanno della zia Rosina.

Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l’ha con me.

Questa frase apparentemente incomprensibile vuole dire probabilmente che gli appartenenti alla massoneria rosacrociana della Rosa Rossa al suo funerale porteranno a spalla la sua bara (ai funerali delle vittime i mandanti sono sempre presenti tra i partecipanti); ma bestemmieranno, perchè in realtà una caratteristica della massoneria della Rosa Rossa è di stravolgere i simboli e i riti Cristiani per interpretarli al contrario. Infine, in “Cogli la mia rosa d’amore” lancia un messaggio molto chiaro:

cogli la mia rosa d’amore,

regala il suo profumo alla gente;

cogli la mia rosa di niente.

Non credo sia un caso anche il titolo del disco: “Mio fratello è figlio unico“, perché sapeva che questo scherzetto gli sarebbe costato la vita.

2) Terremoto in Abruzzo, e dintorni

di Solange Manfredi

https://i1.wp.com/www.bluedragoncup.it/corriere/images/terremoto_abruzzo.jpgDopo il terremoto che ha colpito l’Abruzzo vari paesi esteri ci hanno offerto aiuto. Erano pronti ad inviare uomini e mezzi. Il Governo ha rifiutato affermando che non ne avevamo bisogno. Berlusconi ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà, ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli”. Perché l’Italia non vuole personale straniero nelle zone colpite dal terremoto? Due le probabili motivazioni:

1. Sotto il Gran Sasso, a 1.400 metri sotto terra ci sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, i più grandi laboratori sotterranei del mondo. Quanto materiale chimico, radioattivo, nucleare era presente nei laboratori al momento del sisma? Quali esperimenti erano in corso? Ma sopratutto quali e quanti danni ha subito la struttura? Perché i media non fanno un solo cenno a tutto ciò? Interi paesi sono distrutti, l’Aquila è una città fantasma e del più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo, situato a 1400 metri di profondità sotto il Gran Sasso, zona colpita dal sisma, non si dice nulla? Cosa è successo a 1400 metri di profondità?

2. Vicino a Sulmona, poi, sotto le colline di S. Cosimo vi è un deposito militare, chilometri di tunnel sotterranei con tanto di ferrovia privata. Meno di un anno fa, il deposito di San Cosimo è stato al centro di un’aspra polemica che aveva costretto il generale Giorgio Ruggeri ad affermare: “Nel deposito militare di San Cosimo non c’è nulla che possa rappresentare un rischio ambientale o una contaminazione radiologica pericolosa per la salute della popolazione residente.” Coda di paglia dopo le vicende che avevano a che fare con l’utilizzo di Uranio impoverito? Ha subito danni quel deposito? Se si, quali e quanti? Anche in questo caso, da parte dei media, assoluto silenzio. Segreto di Stato!

1) AIDS: la grande truffa

Fonte: http://www.disinformazione.it

https://i2.wp.com/www.indicius.it/images/aids_1.jpgSono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l’umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta “Peste del 2000” che nell’arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d’olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.

La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l’AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l’organismo indifeso di fronte a malattie “opportunistiche”. Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioniche vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell’AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome..

1) L’AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa: Nonostante l’allarmismo, l’AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi: tossicodipendenti, omosessuali, emofiliaci.

2) La definizione della malattia: Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, ben 29! Queste malattie sono definite AIDS solo se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora “ha l’AIDS”. Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha “soltanto la tubercolosi”

3) Incubazione misteriosa: Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L’incubazione del virus dell’AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni.

4) L’allarme prostitute: Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti.

5) La terapia con AZT: Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell’AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome è di 586 miliardi di lire l’anno.

Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni ’70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l’AIDS sembrò l’occasione d’oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.

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https://i1.wp.com/www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/risse-parlamento/esterne221217312201121924_big.jpg

Fonte: Corriere.it/ Times

Nell’ultima campagna elettorale italiana è comparso raramente, forse perché i nostri politici, in passato, ne hanno abuso indiscriminatamente. L’insulto, ovvero la pratica di attaccare violentemente gli avversari politici, è stata riscoperta recentemente dai quotidiani del Regno Unito, patria del liberalismo e del fair play, dopo che il primo ministro britannico Gordon Brown è stato definito dal dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe «solo un piccolo puntino in questo mondo» perché aveva criticato la lentezza dello scrutinio durante le recenti elezioni nel Paese africano. Partendo da questo attacco poco gentile il Times di Londra ha provato a stilare la top ten degli insulti politici più celebri.

5) PRODI E BERLUSCONI

http://neuro74.files.wordpress.com/2007/12/prodi-berlusconi.jpgL’unico attacco non britannico presente nella top ten è quello lanciato da Romano Prodi nei confronti di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2006. Il professore durante il secondo faccia a faccia televisivo con il Cavaliere, spazientito per le accuse e la carrellata di numeri enunciati dall’allora leader del «Polo delle libertà» parafrasando una celebre battuta del premio Nobel irlandese George Bernard Shaw, commentò sarcastico: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni»

4) CLARK vs HURD

Alan Clark, discusso ex sottosegretario alla difesa, così apostrofò il collega conservatore Douglas Hurd: «Per quanto ne so potrebbe tranquillamente avere anche una pannocchia in culo» Testuale.

3) THATCHER, L’INCOMPRESA

https://i1.wp.com/img.dailymail.co.uk/i/pix/2007/07_02/ThatcherDM1707_468x569.jpgSecondo il Times potrebbe essere scritto un intero libro sulle invettive ricevute durante la sua lunga carriera da primo ministro. Il quotidiano londinese sceglie per la top ten due famose offese: la prima è quella del politico conservatore Jonathan Aitken che intervistato da un giornale egiziano e volendo sottolineare l’ignoranza sulle questioni mediorientali della Lady di Ferro disse sarcastico: «Probabilmente pensa che Sinai sia il plurale di seno» (dove si intendono i seni nasali). La seconda è l’offesa di Lord St John of Fawsley che così descrisse la Thatcher: «Quando parla senza pensare, dice ciò che pensa».

2) CHURCHILL, DI E CONTRO

https://i1.wp.com/img.dailymail.co.uk/i/pix/2008/02_01/churchillDM0302_468x542.jpgWinston Churchill, oratore di indubbia fama spesso freddava i suoi avversari con battute al vetriolo. Tra le sue più celebri invettive è quella indirizzata nei confronti di Clement Attlee che lo spodestò dalla carica di primo ministro all’indomani della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Il leader laburista fu definito dal grande premier britannico «Una pecora in abiti da pecora» (parafrasando il proverbio «un lupo in abiti da pecora»). Nella sua lunga carriera il politico conservatore fu investito anche da diversi attacchi. Il Times sceglie quello rivolto nei suoi confronti dallo statista inglese d’inizio novecento Frederick Edwin Smith che disse di Churchill: «Winston ha speso i migliori anni della sua vita a preparare discorsi improvvisati»

1) GLADSTONE, DISRAELI E LA REGINA VITTORIA

http://oinsurgente.files.wordpress.com/2009/07/gladstone2020disraeli.jpgSecondo il Times l’età dell’oro dell’invettiva fu il periodo vittoriano quando due dei più famosi politici inglesi, Benjamin Disraeli e William Gladstone si affrontarono per decenni nella Camera dei Comuni a colpi d’insulti. Tra questi il Times ricorda l’invettiva di Disraeli che così una volta criticò l’avversario di una vita: «Non ha un solo difetto che si possa redimere». Ma il politico conservatore non era l’unico a non amare Gladstone. Gli storici raccontano che non andasse a genio nemmeno alla regina Vittoria che gli preferì sempre il suo acerrimo avversario. Una volta la stessa regina, stanca dei modi «rozzi» di Gladstone, troppo lontani dall’etichetta di corte, disse di lui: «Il signor Gladstone si rivolge a me come se parlasse al pubblico».

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