Una versione illustrata di Cappuccetto Rosso fu proibita in due distretti scolastici californiani nel 1989. Nel racconto dei fratelli Grimm la piccola Capuccetto Rosso porta cibo e vino alla nonnina, cosa che ha causato la preoccupazione delle scuole circa l’utilizzo dell’alcol nella storia, come biasimare i nostri amici Californiani, da sempre morigerati e amanti dellavita tranquilla e riservata..
IV° – Il Mercante di Venezia di William Shakespeare
Al quarto posto della nostra top 5 “Il Mercante di Venezia” di Guiglielmo Scuotilancia aka William Shakerspeare aka il bardo di Stratford-upon-Avon. Bandito dalle aule di Midland, ridente cittadina dello stato del Michigan (Stati Uniti d’America) nel 1980 a causa del ritratto di uno dei personaggi del libro, Shylock l’ebreo, si, proprio quello che vuole a tutti i costi una libbra di carne. Paura di antisemitismo latente o voglia di vegetarianesimo?
III° – Tom Sawyer e Huckleberry Finn di Mark Twain
Nel corso della vita di Mark Twain i suoi libri Tom Sawyer e Huckleberry Finn furono esclusi dalle sezioni giovanili della Biblioteca Pubblica di Brooklyn, come da quelle di molte altre biblioteche americane. In anni recenti, alcuni licei hanno dovuto bandire Huckleberry Finn dalle loro liste di lettura poiché citati in giudizio dai genitori di alcuni studenti. In una sentenza del 1988 la corte di Tempe, Arizona, ha affermato che il libro non poteva essere trattato nelle scuole a causa dell’utilizzo della parola “NEGRO”. La parola ricorre spesso anche nel libro La Capanna dello zio Tom, oggetto di controversie ancora oggi a Waukegan, Illinois.
II° – L’origine della Specie di Charles Darwin
Nel 1925 il professore di liceo John T. Scopes, fu messo in carcere per aver insegnato nella sua classe la teoria evoluzionistica a mezzo del libro di Charles Darwin “L’origine della Specie”
Inoltre, la legge del Tennessee che proibiva l’insegnamento della teoria evoluzionistica, più specificamente “che l’uomo discenda da un ordine animale inferiore” fu finalmente abrogata nel 1967, ma leggi a favore della censura scolastica della teoria di Darwin furono proposte nello stato del Tennessee fino al 1996.
I° – Ulysses di James Joyce
Designata dalla “Modern Library” come il miglior romanzo del ventesimo secolo, insignita di numerosissimi premi è senza dubbio una delle opere letterarie più importanti e famose della cultura Anglosassone, e pertanto difesa a spada tratta dalla censura in cui si imbattè nel corso degli anni (A causa dell’insensata e terroristica assenza di punteggiatura?). L’ Ulysses fu bandito per 15 anni negli Stati Uniti perché considerato osceno, e subì dei veri e propi atti pubblici di confisca da parte della U.S Postal Authority fra il1918 e il 1930. La revoca del bando, avvenuta nel 1933 fu il risultato di lunghissime battaglie legali da parte della casa editrice, che solo dopo 15 anni vide riconosciuti i propri diritti.
Perché ha un posto fra i migliori: Immaginiamo che nessuno possa mettersi a polemizzare sulla presenza in classifica di Ed, ovviamente dopo il processo di zombizzazione, probabilmente il personaggio più divertente del film più divertente del mondo Zombie.Chi non vorrebbe avere un amico zombie a casa, con cui giocare alla playstation o da coccolare come un cucciolo? L’importanza di Ed è proprio questa: uno Zombie può esserci amico, l’importante è tenerlo in catene.
4) Lo Zombie Conquistador
Direttamente da: Zombie/Zombi 2 (Film)
Perché ha un posto fra i migliori: Non avrà avuto troppo spazio nel capolavoro di Lucio Fulci “Zombie” (Conosciuto anche come “Zombi 2”), anzi, lo zombie Conquistador appare solo in una scena, per pochi minuti, mentre addenta il collo di una donna destinata senz’altro a morte certa, ma il suo impatto è stato talmente forte da convincere Fulci ad usare il suo faccione in un’infinità di immagini promozionali, oltre che nel trailer del film. Ok, non sarà stato importante per la storia degli Zombie, ma è veramente il più figo di tutti.
3) Clairvius Narcisse
Direttamente da: La vita vera
Perché ha un posto fra i migliori: Nel 1962, quando fu sepolto, Clairvius Narcisse sembrava a tutti gli effetti un uomo morto. Quello che gli Haitiani non sapevano era che l’uomo era stato avvelenato da uno stregone locale con un cocktail che prevedeva la presenza di una mezza dozzina di sostanza tossiche diverse, per farlo apparire morto anche dopo un esame più attento. Clairvius fu riesumato su indicazione dello stregone (Burlone il ragazzo!) e nei due anni successivi lavorò come schiavo in una piantagione di canna da zucchero in uno stato zombesco, con grande soddisfazione del datore di schiavitù (Iperproduttivi gli zombie..), ad ogni modo questo è il primo caso di Zombizzazione scientificamente provata della storia.
2) Lo Zombie del Cimitero
Direttamente da: La notte dei morti viventi (Film)
Perché ha un posto fra i migliori: Per tutti coloro che non hanno avuto il privilegio di vedere I primissimi Zombie movie mai prodotti, comeWhite Zombie (1932), il primo zombie ad apparire nel capolavoro di George A. Romero è al contempo il primo zombie della storia del cinema. Nella scena d’apertura al cimitero lo zombie combatte con Johnny e gli fracassa la testa su una lapide, dando inizio alla leggenda.
1) Bub
Direttamente da: Day of the Dead (Film)
Perché ha un posto fra i migliori: Se avete visto Day of the Dead, il seguito, targato ovviamente George A. Romero di quel capolavoro indiscusso che è Zombi, sarete senz’altro d’accordo sull’assegnazione di questo primo posto a Bub, il più importante Zombie vissuto, o non-vissuto sulla terra. Nel film, dopo esser stato catturato e aver subito ogni sorta di esperimenti e umiliazioni, rivela al pubblico che un Non-morto non è poi così differente da un essere umano, anzi. Bub è lo Zombie più intelligente della storia e la sua figura sarà di ispirazione per la crescita del movimento zombi, oltre che per la nascita di una nuova consapevolezza dell’intelligenza Zombie.
Avete mai sognato di provare la gravità zero? E il vostro cane? L’ABC prova a svelare il mistero, due uomini, un cane, gravità zero.
93°
Ricordate i giochini che provavano a spaventarci con immagini terrificanti che apparivano all’improvviso sullo schermo? Qualcuno ha deciso di provarli sul fratellino, con risultati esilaranti, fra cui un round di boxe contro il monitor.
92°
Matt McAllister batte il primato di magliette indossate allo stesso momento, sono 155, alla fine del filmato indosserà una T-Shirt rubata a Giuliano Ferrara.
91°
Esistono centinaia e centinaia di video che riprendono l’opera di BeatBoxer più o meno bravi, questo li batte tutti, senza dubbio. Nota di merito per un montaggio strepitoso, e per la pettinatura.
90°
“Harder, better, faster, stronger” dei Daft Punk rifatta con le mani, o meglio, con le parole sulle mani, anzi, mostrando il susseguirsi del testo sulle mani, vabbè, guardatelo è meglio, molto meglio.
A voi che, goffi e spassosi, camminate ciondolando con brandelli di pelle che pendono dal corpo, a voi che vi ammassate golosi davanti alle vetrine di una macelleria incustodita, a voi che amate dilaniare a morsi un corpo pulsante, ghiotti di carne umana, a voi, proprio a voi, incorreggibili amici Zombie, è dedicata la puntata di oggi. Quanti pregiudizi, quante inesattezze e malelingue si sono succedute negli anni: Alt(R)a Fedeltà proverà a far luce su tutto questo, come un Livingstone nel mondo dei non-morti, per spazzare via una volta per tutte i pettegolezzi e rivelare al mondo WebRadiofonico la magia e la dolcezza che si celano dietro la dura scorza di un cuore Zombie.
E’ dunque possibile tenere in casa un non-morto come animale di compagnia? E’ veramente così adatto all’ambiente famigliare e giocoso con i bambini? Ci sono stati Zombie importanti per la storia dell’umanità? Rita Levi Montalcini c’entra qualcosa? Esistono libri su cui documentarsi, per non fare brutta figura a casa della famiglia della vostra nuova fidanzata Zombie? Qual è la differenza sostanziale fra un non-morto e la carica di Presidente della Repubblica? A condire il tutto uno sguardo divertito sul mondo dei kamikaze pasticcioni, il fenomeno comico degli ultimi anni, roba al cui confronto la Pimpa è un film di Wes Craven.
Tutto questo, come ogni Martedi, rigorosamente Live, sulle Web Frequenze di Fandango Web Radio, la radio che combatte la sua battaglia ai giganti dell’FM con una mazza da baseball in acciaio inox in mano e una sega elettrica nell’altra, barricata fra il reparto casalinghi e la gastronomia.
Alt(R)a Fedeltà: Classifiche e amenità dall’ultima casa a sinistra, un programma scritto, condotto e rianimato da Enrico Costantino e Sacha Dominis.
Nell’ultima campagna elettorale italiana è comparso raramente, forse perché i nostri politici, in passato, ne hanno abuso indiscriminatamente. L’insulto, ovvero la pratica di attaccare violentemente gli avversari politici, è stata riscoperta recentemente dai quotidiani del Regno Unito, patria del liberalismo e del fair play, dopo che il primo ministro britannico Gordon Brown è stato definito dal dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe «solo un piccolo puntino in questo mondo» perché aveva criticato la lentezza dello scrutinio durante le recenti elezioni nel Paese africano. Partendo da questo attacco poco gentile il Times di Londra ha provato a stilare la top ten degli insulti politici più celebri.
5) PRODI E BERLUSCONI
L’unico attacco non britannico presente nella top ten è quello lanciato da Romano Prodi nei confronti di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2006. Il professore durante il secondo faccia a faccia televisivo con il Cavaliere, spazientito per le accuse e la carrellata di numeri enunciati dall’allora leader del «Polo delle libertà» parafrasando una celebre battuta del premio Nobel irlandese George Bernard Shaw, commentò sarcastico: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni»
4) CLARK vs HURD
Alan Clark, discusso ex sottosegretario alla difesa, così apostrofò il collega conservatore Douglas Hurd: «Per quanto ne so potrebbe tranquillamente avere anche una pannocchia in culo» Testuale.
3) THATCHER, L’INCOMPRESA
Secondo il Times potrebbe essere scritto un intero libro sulle invettive ricevute durante la sua lunga carriera da primo ministro. Il quotidiano londinese sceglie per la top ten due famose offese: la prima è quella del politico conservatore Jonathan Aitken che intervistato da un giornale egiziano e volendo sottolineare l’ignoranza sulle questioni mediorientali della Lady di Ferro disse sarcastico: «Probabilmente pensa che Sinai sia il plurale di seno» (dove si intendono i seni nasali). La seconda è l’offesa di Lord St John of Fawsley che così descrisse la Thatcher: «Quando parla senza pensare, dice ciò che pensa».
2) CHURCHILL, DI E CONTRO
Winston Churchill, oratore di indubbia fama spesso freddava i suoi avversari con battute al vetriolo. Tra le sue più celebri invettive è quella indirizzata nei confronti di Clement Attlee che lo spodestò dalla carica di primo ministro all’indomani della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Il leader laburista fu definito dal grande premier britannico «Una pecora in abiti da pecora» (parafrasando il proverbio «un lupo in abiti da pecora»). Nella sua lunga carriera il politico conservatore fu investito anche da diversi attacchi. Il Times sceglie quello rivolto nei suoi confronti dallo statista inglese d’inizio novecento Frederick Edwin Smith che disse di Churchill: «Winston ha speso i migliori anni della sua vita a preparare discorsi improvvisati»
1) GLADSTONE, DISRAELI E LA REGINA VITTORIA
Secondo il Times l’età dell’oro dell’invettiva fu il periodo vittoriano quando due dei più famosi politici inglesi, Benjamin Disraeli e William Gladstone si affrontarono per decenni nella Camera dei Comuni a colpi d’insulti. Tra questi il Times ricorda l’invettiva di Disraeli che così una volta criticò l’avversario di una vita: «Non ha un solo difetto che si possa redimere». Ma il politico conservatore non era l’unico a non amare Gladstone. Gli storici raccontano che non andasse a genio nemmeno alla regina Vittoria che gli preferì sempre il suo acerrimo avversario. Una volta la stessa regina, stanca dei modi «rozzi» di Gladstone, troppo lontani dall’etichetta di corte, disse di lui: «Il signor Gladstone si rivolge a me come se parlasse al pubblico».